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venerdì, 22 febbraio 2008

Alfredo

alfredinobnNell'ultimo disco dei Baustelle " Amen", c'è una canzone clamorosamente bella e intensa. Il titolo è "Alfredo", parla del bambino di Vermicino caduto (?) in un pozzo artesiano vicino casa sua e lì dentro morto nonostante tutti gli sforzi e i vari tentativi di tirarlo fuori. Questa storia di Alfredino mi ronzava nella testa negli ultimi mesi, durante la lettura dell'ottimo romanzo di Giuseppe Genna "Dies Irae" in cui quel fatto di cronaca veniva elevato a fulcro intorno a cui girava la storia politica e non di quegli anni (era il 1981). In un certo senso succede la stessa cosa nella canzone dei Baustelle e a questo punto sono davvero curioso se Bianconi o qualcun'altro dei Baustelle abbia mai letto quel romanzo.
Cosi come Genna leggeva la tragedia di Vermicino come l'ennesimo mistero insoluto italiano, nella canzone vengono tirati in ballo tutti i protagonisti della vita italiana di quel periodo. Cossiga e le BR, Pertini e Platini, la RAI e il papa polacco, la DC e la P2.
Come se fosse tutto legato, come se in quel pozzo non ci fosse caduto un bambino ma un pezzo di storia marcia italiana. Come se addirittura quel bambino non ci fosse caduto, ma ci fosse stato gettato per qualche motivo. Era il 1981, molti ricordano la diretta televisiva di 18 ore che, per la prima volta, gettò in ogni casa l'orrore in diretta. Erano i giorni della lista P2, e il nostro presidente della Repubblica stava  a Vermicino sul bordo di un pozzo con un nano calato nelle profondità per cercare di recuperare il corpo di Alfredino. Lo stesso Pertini che poco dopo più di un anno esulterà per la vittoria ai Mondiali.
Come se fosse tutto legato, come se Alfredino fosse davvero una vittima da sacrificare sull'altare della coscienza (sporca) di questo cazzo di paese.
Come se fosse un Gesù (bambino).



ALFREDO
Un pezzetto bello tondo di cielo d’estate sta sopra di me. Non ci credo. Lo vedo
restringersi. Conto le stelle. Ora. Sento tutte queste voci. Tutta questa gente ha già capito che ho sbagliato. Sono scivolato. Son caduto dentro il buco. Bravi, son venuti subito. Son stato stupido. Ma sono qua gli aiuti. Quelli dei pompieri. I carabinieri. Intanto Dio guardava il Figlio Suo. E in onda lo mandò. A Woytila e alla P2. A tutti lo indicò. A Cossiga e alla Dc. A BR e Platini. A Repubblica e alla Rai. La morte ricordò. Scivolo nel fango gelido. Il cielo è un punto. Non lo vedo più. L’Uomo Ragno mi ha tirato un polso. Si è spezzato l’osso. Ora. Dormo oppure sto sognando, perché parlo ma la voce non è mia. Dico Ave Maria. Che bimbo stupido. Piena di grazia. Mamma. Padre Nostro. Con la terra in bocca. Non respiro. La tua volontà sia fatta. Non ricordo bene. Ho paura. Sei nei cieli. E Lui guardava il Figlio Suo. In diretta lo mandò. A Woytila e alla P2. A tutti lo mostrò. A Forlani e alla Dc. A Pertini e Platini. A chi mai dentro di sé il Vuoto misurò




Link :
Dies Irae
Un video omaggio su You Tube
parole scritte con fatica da : wakefield alle ore 19:32 | link | commenti (22)
categorie: musica, baustelle, misteri ditalia, genna
lunedì, 14 gennaio 2008

Il romanzo della non-persona

hitlercovermediaE' tempo di uscite interessanti. Oggi esce il libreria il nuovo romanzo di Giuseppe Genna "Hitler", il romanzo della non-persona come lo definisce lui stesso.
Genna è uno scrittore milanese, nato il giorno esatto in cui a Milano scoppiava la bomba a Piazza Fontana, ha scritto una infinità di libri, poesie, articoli, recensioni. Molto attivo sulla rete, ha collaborato al sito "Clarence" (ve lo ricordate?) e alla rivista "Poesia" e pare abbia lavorato per un periodo per una commissione parlamentare sui Servizi Segreti.
Io l'ho scoperto leggendo il suo romanzo "Dies Irae", ottocento pagine di storia italiana, crude, commoventi, illuminanti. Ho amato molto quel romanzo, Genna fa quello che De Lillo ha fatto per l'America con "Underworld". Mi piace come riesce a mischiare e intrecciare la cronaca personale e intima con la cronaca politica e sociale del nostro paese. Mi ha insegnato molto Genna.Non so se era sua intezione ma l'ha fatto.
Adesso torna alla Mondadori con questa biografia su Hitler, un tema sicuramente non facile, pericoloso e indigesto. Sul suo sito troverete fiumi di parole scritte da lui stesso su come è arrivato a scrivere questo romanzo e su cosa è esattamente. Preparatevi a qualcosa che non dimenticherete facilmente.
parole scritte con fatica da : wakefield alle ore 10:06 | link | commenti (3)
categorie: libri, romanzi, genna


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